La strada non è una casa

casa bettola diritto alla casaSabato 21 settembre 2013 corteo cittadino

Concentramento in via Gorizia n° 12 ore 15.30 di fronte alla casa occupata da alcuni profughi provenienti dalla Libia, come esempio di riappropriazione di un diritto fondamentale: Il diritto alla casa.

Mostra fotografica sull’auto-recupero dello stabile.

Arrivo in centro storico.

Iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza sul tema della marginalità sociale. Mostra fotografica sulle condizioni di vita dei senzatetto.

Il piano comunale per affrontare la scorsa “emergenza freddo” rivolto ai senza fissa dimora con periodo 01/12/2012 – 31/03/2013, ha visto accolte oltre 150 persone (di diverso sesso, età e nazionalità) presso strutture di accoglienza Comunali e del circuito parrocchiale.

Allo scadere del suddetto periodo, queste persone si sono trovate di nuovo catapultate in una condizione di estremo bisogno, aggiungendosi a quanti non erano riusciti a trovare un posto nemmeno per l’inverno.

Come risultato, a Reggio Emilia oltre trecento uomini e donne vivono in strada, costretti a cercare riparo da freddo ed intemperie in alloggi di fortuna quali cantine, casolari abbandonati o baracche, in condizioni talvolta disumane, vedendosi negata la possibilità di contare su una fissa dimora, ottenere un lavoro e garantirsi condizioni minime di stabilità da cui ripartire.

Dopo mesi di lotte e appelli alle autorità, una petizione con oltre 1200 firme, un presidio in Piazza Prampolini, innumerevoli incontri con membri delleistituzioni e una mozione consiliare a cui non ha fatto seguito nessun provvedimento urgente, nuovamente si mobilitano persone senza fissa dimora, disoccupati e famiglie (sostenuti dalle associazioni, gruppi e collettivi primi firmatari del presente appello) sollecitando pubblicamente:

- il Sindaco reggente Ugo Ferrari,

- l’Assessore alle Politiche Sociali Matteo Sassi,

- l’Assessore alla Sicurezza e Coesione Sociale Franco Corradini,

- la Giunta Comunale (e i rispettivi corrispondenti provinciali),

a collaborare con gli organi competenti (AUSL, Servizi Sociali, Enti Assistenziali, Terzo settore..), al fine di adoperarsi, con risposte concrete ed immediate, all’avvio di progetti per l’accoglienza e il reinserimento, che siano garantiti durante tutto l’anno

NELLO SPECIFICO, SI CHIEDE:

IMMEDIATA ATTIVAZIONE DI STRUTTURE DI ACCOGLIENZA

es. un dormitorio pubblico permanente e/o appartamenti e strutture attualmente inutilizzate di proprietà del Comune, della Provincia o di privati (a cui si potrebbe offrire, in cambio, il restauro degli stabili interessati e/o agevolazioni nel pagamento delle imposte relative agli stessi) per garantire un tetto alle attuali persone senza fissa dimora e a coloro che, a causa della crisi, si ritroveranno nella medesima condizione di estremo bisogno nei mesi a venire;

POTENZIAMENTO DI TUTTA LA RETE DEI SERVIZI AD OGGI IN ESSERE

al fine di intercettare, accogliere e favorire il reinserimento nel tessuto sociale di tutti coloro che ad oggi si sono ritrovati isolati ed emarginati, causa perdita del lavoro (e di conseguenza, dell’abitazione, della residenza e dei diritti ad essa correlati) e nel caso di migranti, l’aggravio della perdita del permesso di soggiorno, da cui consegue la condizione di clandestinità;

PERCORSI DI REINSERIMENTO SOCIO LAVORATIVO

che permettano a coloro che verranno accolti di uscire dalla condizione di dipendenza assoluta dai servizi;

BLOCCO DEGLI SFRATTI E PIGNORAMENTI IMMOBILIARI

specialmente su impulso di Equitalia Emilia Nord ed Istituti Bancari, permettendo alle famiglie in difficoltà di sanare eventuali posizioni debitorie senza dover perdere l’abitazione;

IL PROBLEMA RIGUARDA TUTTA LA CITTÀ!

SOLTANTO CON POLITICHE IMPRONTATE AI BISOGNI PRIMARI, RIVOLTE AL SOCIALE, PARTECIPATE ED ATTENTE ALLA DIGNITA’ DELLA PERSONA E TUTELA DEI DIRITTI UMANI, SI POTRANNO AFFRONTARE E CONTRASTARE GLI EFFETTI PIÙ GRAVI DELLA CRISI, MA REGGIO EMILIA CONTINUA

AD ASSISTERE A SCELTE CHE PRIVILEGIANO IL SUPERFLUO

E IL PROFITTO DI POCHI.

INVITIAMO PERTANTO TUTTA LA CITTADINANZA A FARE PRESSIONE SULLE

ISTITUZIONI AFFINCHÉ ADOTTINO FINALMENTE UN’ALTRA LINEA

Coordinamento “La strada non è una casa”, Associazione culturale “Partecipazione”, “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”, “A.G.E. – Associazione Giovani in Europa”, Associazione “Passaparola” – Scuola di italiano per migranti , Amnesty International gruppo Reggio Emilia , Emergency gruppo Reggio Emilia, Associazione “Città Migrante”, Associazione “Mondattivo”, Associazione “Clochard alla Riscossa” onlus , Associazione di promozione sociale “Kuraj”, Associazione “G.A.3 – Generazione Articolo 3”, Associazione culturale “La Valigia dell’Attore”, Associazione “Scandiano Città in Transizione”, Associazione “Aztlan”, “Jahspora Crew” – Social Sound System, “Partigiani Urbani”, G.M.I. – Giovani musulmani d’Italia sez. di Reggio Emilia Collettivo R60, “Casa Bettola” – Casa Cantoniera Autogestita , Laboratorio sociale “Aq16”, Cobas Scuola – Reggio Emilia, Federconsumatori – Reggio Emilia , C.U.B. Confederazione Unitaria di Base – Reggio Emilia , Comitato “NO Parcheggio in Piazza della Vittoria” , Comitato Provinciale Acqua Bene Comune, “Zon@civica” – periodico d’informazione reggiana, “MAG6” – Società Cooperativa, “pollicino gnus” – mensile su Pace, Solidarietà, Ambiente, Convivenza