Casa Bettola Bene Comune

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Campagna per il riconoscimento della casa cantoniera come spazio di uso civico e collettivo

Assemblea pubblica martedì 29 novembre ore 20.30.(QUI evento facebook)

Vogliamo condividere con tutte e tutti voi una scelta difficile che riguarda il futuro di Casa Bettola. Lo vogliamo fare in modo pubblico perché pensiamo che in qualche misura riguardi anche il futuro della nostra città.

Ci troviamo di fronte ad un bivio e dobbiamo scegliere quale strada prendere. Ma di fronte alla scelta tra due percorsi che non ci convincono vogliamo provare a tracciare una terza alternativa e invece di prendere la strada più corta vogliamo intraprendere un percorso che ci possa portare più lontano.

Sono passati ormai più di sette anni da quando la casa cantoniera è stata occupata e restituita alla città. Nell’arco di questi anni ci sono stati diversi momenti di confronto con la Provincia, proprietario dell’immobile, ma finora non abbiamo raggiunto un accordo.

Negli ultimi mesi si è di nuovo aperto un tavolo di trattativa con la Provincia. Adesso vogliamo condividere questa discussione con la città, spostando il confronto da un piano riservato ad un piano pubblico, da un piano tecnico ad un piano politico. Soprattutto vogliamo dire la verità.

Dobbiamo dire che questa volta, a differenza del passato, abbiamo incontrato una reale disponibilità di dialogo da parte del referente istituzionale. Per la prima volta la Provincia ha formulato una proposta di convenzione che riconosce il rilevante interesse sociale dello spazio.

In sintesi la proposta consiste in un contratto per la concessione in comodato d’uso dell’immobile, firmato da una parte dalla Provincia e dall’altra parte da un rappresentante di un’associazione. Il canone di affitto verrebbe scontato attraverso una valutazione dei lavori di recupero e degli interventi di manutenzione che sono stati fatti nella casa cantoniera in questi anni.

Nonostante questo possa risultare un modo per riconoscere finalmente l’esperienza della casa cantoniera, riteniamo che la proposta della Provincia non sia adatta alla natura di Casa Bettola. 


Innanzitutto perchè pensiamo che oggi si possa dire che la casa cantoniera non appartenga né della Provincia e nemmeno ad un’associazione, ma piuttosto delle centinaia di persone che insieme hanno contribuito al recupero dello spazio e che insieme lo rendono un luogo vitale per la città attraverso progetti di mutualismo e partecipazione autentica.

In altre parole, pensiamo che a Casa Bettola si stia creando una novità che abbia bisogno di un nuovo tipo di riconoscimento. Invece di firmare un contratto tra un proprietario pubblico e un affittuario privato pensiamo che sia giusto riconoscere lo spazio per quello che di fatto è diventato: un bene comune, uno spazio pubblico autogestito. Quindi, invece di trovare una forma fittizia che risponda alla necessità di mettere in regola uno spazio dal punto di vista formale, vogliamo fare uno sforzo collettivo per trovare una forma giuridica che possa corrispondere alla realtà.

Casa Bettola non è nostra. Ci piace pensare che appartenga al futuro, alle persone che verranno. Non vogliamo delle opportunità personali, vogliamo diritti collettivi. Firmare questo accordo vorrebbe dire interrompere un processo aperto e definire in modo troppo stretto un’identità in divenire. Siamo consapevoli che è una scelta difficile, che richiederà molto lavoro, ma ci vogliamo mettere in gioco.

Vogliamo sottolineare che il nostro non è un “no” a priori; pensiamo che questo tipo di convenzione possa andare bene per altri spazi e in altri momenti ma per quanto riguarda la casa cantoniera siamo convinti che ci sia la possibilità di trovare un’altra forma di riconoscimento, più innovativa.

Per questo motivo abbiamo fatto una controproposta alla Provincia, proponendo di guardare il recente esempio della delibera 446 di Napoli, con cui si riconoscono sette edifici occupati della città come “spazi per loro stessa vocazione divenuti di uso civico e collettivo”. Una forma innovativa che riconosce gli spazi come beni comuni amministrati in forma diretta da una comunità di riferimento, in assenza di lucro, per il soddisfacimento di diritti fondamentali.

Di fronte alla nostra proposta la Provincia ha detto no, affermando che non ha le facoltà istituzionali per affrontare un passaggio di questo tipo. Pensiamo che questo sia un punto importante su cui riflettere: la Provincia si trova in una situazione di limbo con un futuro incerto e attualmente è un’istituzione senza un consiglio eletto, lontano dagli abitanti del territorio e con poche capacità di innovazione. Inoltre, con la riforma delle Province, la casa cantoniera potrebbe cambiare proprietà, entrando molto probabilmente nel patrimonio del Comune.

In questa situazione vogliamo organizzarci per tutelare la casa cantoniera in quanto bene comune a prescindere dai possibili cambiamenti istituzionali e nello stesso tempo continuare a costruire un’alternativa che possa democratizzare la società dal basso e sfidare una politica sempre più tecnocratica e sempre meno democratica.

Estendiamo quindi la discussione sul futuro di Casa Bettola, invitando tutte e tutti all’assemblea pubblica martedì 29 novembre alle 20.30, per avviare insieme un percorso di ragionamento condiviso e di scrittura collettiva di un regolamento d’uso civico della casa cantoniera.

“La terra non è di nessuno, i suoi frutti appartengono a tutti.”