Un ciclo d’incontri tra terra e territori

CASA BETTOLA UNA SCELTA DI CAMPO - CopiaTre mercoledì a Casa Bettola per condividere idee e pratiche di giustizia sociale e ambientale

Quando attraversiamo il territorio, dalla città alla campagna, dalla bassa alla collina, in genere osserviamo il paesaggio come se fosse qualcosa di scontato, e non ci interroghiamo sui processi economici e politici che hanno determinato e continuano a determinare lo sviluppo degli spazi urbani e rurali.

Con questi tre incontri vorremmo mettere una sorta di lente d’ingrandimento sul territorio, che ci aiuti a leggere le sue contraddizioni in modo più attento, rendendo visibili i conflitti, anche in ambiti apparentemente neutrali, come il ciclo dei rifiuti, lo scambio di sementi o un semplice campo di mais. 

Ci confronteremo con chi ha scelto di essere partigiano: chi ha scelto di stare dalla parte della terra e delle persone che la lavorano, del territorio e delle persone che lo abitano: mobilitandosi contro un inceneritore, disobbedendo alle leggi che regolano lo scambio di sementi, opponendosi al consumo di suolo e l’accaparramento dei terreni.

Gli incontri si svolgono il mercoledì, dopo il mercato biologico gestito insieme da produttori e consumatori, e la pizzata dove i prodotti del mercato vengono preparati nel forno comune, creando un circuito breve dal campo alla tavola. In questo modo vogliamo collegare le lotte in difesa del territorio con le proposte di alternative sociali e ambientali, che nella quotidianità stiamo sperimentando.

Mercoledì 30 ottobre 21.00                 Rifiuti, inceneritori, multiutility 

Sono molte e diverse le questioni che si intrecciano nella gestione dei rifiuti, dalla tutela della salute alla salvaguardia dell’ambiente, dalla lotta contro le cosiddette ecomafie alla ricerca di una democrazia partecipata e comunitaria.

Se la comunità è attenta al ciclo dei rifiuti in quanto potenziale rischio per la salute e l’ambiente, gli stessi temi non interessano chi con il ciclo dei rifiuti si arricchisce; oggi l’incenerimento dei rifiuti non risponde all’interesse della collettività ma a grandi interessi economici, sul nostro territorio rappresentata dalla multiutility Iren.

L’ Emilia Romagna è la seconda in Europa per tasso di inquinamento, ed è la regione di Italia con più inceneritori, 9 inceneritori per 9 province, a cui vanno aggiunti discariche e impianti industriali.

Quali sono le prospettive per la gestione dei rifiuti sul territorio nazionale, regionale e provinciale? Ci possono essere alternative all’attuale modello di smaltimento? È possibile attivare un processo di riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero, che possa generare forme di tutela per l’ambiente e allo stesso tempo nuovi posti di lavoro?

Ne parliamo con:

Luigi Iasci – “Comitato No inceneritori Parma”

Enrico Bussi – “Rurali Reggiani”

Emiliano Codeluppi – “Comitato Provinciale Acqua Bene Comune”

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Mercoledì 13 novembre 21.00       Semi, diritti, biodiversità

Viviamo un periodo in cui lo spazio del mercato si espande mentre quello dei diritti si restringe ed aumentano le risorse naturali che attraverso processi di privatizzazione diventano merce.

In questo contesto, le normative che vietano la conservazione, lo scambio e il riutilizzo di semi, diventano emblematiche di un modello di sviluppo fondato sulla massimizzazione dei profitti: sono la vita stessa e la sua possibilità di rigenerarsi a venire privatizzate.

Le sementi brevettate vengono selezionate  per produrre solo con l’utilizzo di grandi quantità di prodotti chimici, impedendo la preservazione della  biodiversità, danneggiando la salute dei consumatori, l’ambiente e l’autonomia dei contadini.

Chi sono gli autori delle leggi che limitano lo scambio delle sementi? Quali effetti producono per l’agricoltura, i contadini, tutti gli esseri umani ? Quali forme di resistenza possiamo progettare e agire?

Ne parliamo con:

Giovanni Ongaro e Alfredo Cucchi, agricoltori e custodi di semi di varietà antiche.

Proiezione del documentario “Semi resistenti” di Danilo Licciardello e Simone Ciani.

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Mercoledì 4 dicembre 21.00      Consumo di suolo, agroenergia, OGM

È ormai cosa nota che negli ultimi anni Reggio Emilia ha subito una grande espansione edilizia, ma ci sono altri fenomeni, meno appariscenti della cementificazione, che hanno contribuito al consumo del suolo: forse il più importante è la conversione dei terreni agricoli alla produzione di agroenergia.

Questo significa che migliaia di ettari vengono destinati alla coltivazione intensiva di monoculture – come il mais, che lascia la terra arida e inquinata – per alimentare le centrali di Biogas.

La produzione di energia ha un rendimento economico maggiore rispetto alla produzione agricola, quindi tanti piccoli produttori sono costretti a convertire la loro produzione o a vendere i terreni a grande aziende con interessi speculativi. Inoltre, la produzione di mais combustibile è una possibile porta di ingresso agli OGM, anche per i prodotti agricoli alimentari.

Quale impatto hanno le centrali di Biogas sul territorio? Quali interessi economici rappresenta l’agroenergia ? È possibile dare il via a un’inversione di tendenza, rilanciando l’agricoltura contadina come opportunità di lavoro e tutela dell’ambiente?

Ne parliamo con:

Luca Tornatore – ricercatore dell’Università di Trieste

Mauro Bervini portavoce del “Comitato Ronchi per l’ambiente” di Correggio

Vittorio Gimigliano – architetto “Officine Urbane”