Liberiamo il Parmigiano Reggiano dagli OGM!

Partigiani reggianiIn occasione della giornata mondiale di mobilitazione contro la Monsanto vogliamo sollevare un paradosso del nostro territorio, evidenziando il legame tra il Parmigiano Reggiano e la suddetta multinazionale statunitense.

La produzione del Parmigiano è caratterizzato da un processo artigianale con più di 800 anni di esperienze, saperi e conoscenze. A tutela di questa storia è stato costituito il consorzio Parmigiano Reggiano, coinvolgendo oltre 4000 aziende agricole ed oltre 400 caseifici. Inoltre il formaggio è stato registrato con il marchio DOP; la tutela giuridica della denominazione che viene attribuita alimenti le cui caratteristiche dipendono dal territorio in cui sono stati prodotti.

Oggi all’interno di questa storia si sono inserite le multinazionali delle bio-tecnologie; sono entrati nella filiera produttiva attraverso i mangimi contenenti soia OGM utilizzati da una grande parte delle aziende agricole nella produzione del latte.

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La primavera No OGM

1017708_666697060056592_699548689_nOggi a Parma insieme a tante e tanti abbiamo occupato gli uffici di EFSA, European Food Security Authority, per dire no all’introduzione delle colture OGM in Europa, tutelando la biodiversità e la sovranità alimentare.

Improvisando un corteo interno, un centinaio di attiviste/i hanno interrotto la proclamazione del direttore generale di EFSA.

Lansciando sementi, riempendo la sede di frutta e verdura biologica, abbiamo inaugurato una nuova stagione di lotta contro le multinazionali dell’agricoltura industriale; una primavera dell’agricoltura contadina, per la tutela dell’ambiente e della salute. Continua a leggere

Se la terra diventa una fabbrica di energia

Casa Bettola Se la terra diventa un fabbrica di energiaMercoledì 4 dicembre 21.00  presso Casa Bettola   

Terzo incontro della rassegna “Una scelta di campo, dalla parte della terra e dei territori”

Consumo di suolo, agroenergia, OGM

È ormai cosa nota che negli ultimi anni Reggio Emilia ha subito una grande espansione edilizia, ma ci sono altri fenomeni, meno appariscenti della cementificazione, che hanno contribuito al consumo del suolo: forse il più importante è la conversione dei terreni agricoli alla produzione di agroenergia.

Questo significa che migliaia di ettari vengono destinati alla coltivazione intensiva di monoculture – come il mais, che lascia la terra arida e inquinata – per alimentare le centrali di Biogas. Continua a leggere